Comitato

Chi siamo? Il Comitato per la difesa del parco Sempione è un comitato spontaneo di cittadini nato in occasione dell’occupazione della parte ovest del parco Sempione di Torino da parte del cantiere del Passante Ferroviario, occupazione avvenuta nell’inverno 2005 senza alcun avviso preventivo. Il Comitato ha raccolto 2.000 firme di cittadini che chiedono una collocazione del cantiere e della successiva nuova stazione fuori dal Parco e ha anche indetto nei mesi scorsi diverse manifestazioni sul territorio. Ora il Comitato si occupa anche della vicenda del tracciato urbano della ferrovia Torino-Ceres che vorrebbero interrare sotto C.so Grosseto, con grande dispendio di denaro pubblico ed enormi disagi per i cittadini del quartiere. Ci hanno tolto l’unico verde pubblico esistente! Il Parco Sempione è l’unico polmone verde di una zona fittamente popolata come Borgo Vittoria, nel nord di Torino, e, prima dell”inizio dei lavori, ospitava alberi di notevoli dimensioni che avevano anche un buon effetto di mitigazione dell’inquinamento atmosferico Lo stesso pieghevole distribuito tardivamente dal Comune nelle buche della zona dà il segno della distruzione ambientale operata: dei 71.000 metri quadri di Parco ad ovest della ferrovia, 55.000 sono oggi occupati dal cantiere. Dei 260 alberi viventi nel Parco, ne restano 62. Gli altri abbattuti e trapiantati, alcuni malamente e già morti. E tutto questo hanno il buon gusto di chiamarlo “tutela del verde”. Il cantiere potevano metterlo sui loro terreni! Il nostro Comitato ha presentato fin da subito una proposta di collocazione del cantiere di questo tratto del Passante Ferroviario in un’area di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana, ad est dei binari, tra via Cigna e la ferrovia, e di localizzazione della nuova stazione fuori del Parco in un’area individuata col coinvolgimento dei cittadini. Quando siamo riusciti a venire in possesso degli allegati esplicativi della delibera della giunta comunale torinese del 21 ottobre 2003 abbiamo constatato che il cantiere avrebbe dovuto essere diviso in due sedi, ad est e ad ovest dei binari. Invece è stato interamente installato sul terreno dove sorgeva il Parco, quasi raddoppiandone l’ingombro previsto. Ad oggi sono collocati nel Parco un impianto per la produzione di cemento e, su una base cementata, le baracche che ospitano maestranze e uffici dell’Impresa costruttrice e i ricoveri del macchinario. Non è che dietro c’è una speculazione sulle aree? In realtà sull’area suddetta di proprietà delle Ferrovie è prevista la costruzione di ennesime case, in una città che ha già migliaia di alloggi vuoti. Il 10 ottobre 2006 la Giunta Comunale aveva approvato il nuovo testo della Terza Appendice alla Convenzione del 1984 per il Passante Ferroviario di Torino. Nella delibera di Giunta si fa riferimento al Protocollo d’Intesa siglato dal sindaco Chiamparino e da Moretti per R.F.I. in data 26 aprile 2006 (a Consiglio Comunale sciolto) per costituire una Società mista tra Città e R.F.I. per “valorizzare e riqualificare le aree ferroviarie”. Detto Protocollo impegna la Città ad approvare il testo della Terza Appendice (presa d’atto). La stazione doveva essere una fermata sotterranea.. Nei vari confronti pubblici avvenuti sull’argomento, è stato notato che la nuova stazione (tra l’altro denominata inopinatamente Rebaudengo, anche se l’omonima piazza è ben lontana) sarà abbastanza vicina alla preesistente stazione Dora. Ipotesi alternative quali la costruzione più a nord della nuova stazione (all’altezza di corso Grosseto), pur avendo un minore impatto sul verde pubblico e servendo una zona come quella delle nuove edificazione dell’area ex-Rubbertex attualmente carente di collegamenti urbani, non sono state prese in considerazione. Il progetto attuale, invece, scaturito della variante di sottoattraversamento della Dora che prevede la costruzione della stazione Rebaudengo all’interno del Parco Sempione, allaccia le linee RFI e GTT non più a Stazione Dora (che verrebbe retrocessa a fermata), ma nella nuova stazione Rebaudengo. Ciò comporterebbe un aumento dell’impatto sulla zona verde del Parco oltre a costringere la linea Torino-Ceres ad un nuovo tracciato, ad oggi da decidere, abbandonando il vecchio tracciato sotterraneo di via Stradella, realizzato solamente nel 1990. Grandi opere, grande spreco di soldi pubblici Il Comitato e le Associazioni Ambientaliste di Torino ritengono che l’attuale tracciato urbano della linea GTT Torino-Ceres, interrato con grandi lavori fatti solo nel 1990, debba essere mantenuto e l’allacciamento con RFI valutato confrontando tra loro le varie ipotesi presentate in questi mesi dagli Enti interessati coinvolgendo effettivamente i cittadini e le Istituzioni. Il mantenimento dell’attuale tracciato permetterebbe anche una diminuzione dei disagi per i residenti ed i pendolari, soprattutto pensando agli anni di cantiere necessari per la ricollocazione della suddetta ferrovia, sotto corso Grosseto, un’arteria a traffico molto intenso. Inoltre consentirebbe la costruzione di Rebaudengo, qualunque sia la localizzazione infine scelta (e noi auspichiamo fuori dal Parco Sempione) come fermata sotterranea e dunque di minore impatto ambientale, ma comunque utile per il trasporto metropolitano. E’ da rilevare che non è mai stata fatta alcuna valutazione d’impatto ambientale della collocazione del cantiere, della cosiddetta stazione Rebaudengo e della connessione con la ferrovia GTT, confrontando costi e benefici di ogni ipotesi alternativa sia per l’ambiente che per la popolazione residente e pendolare. Un muro in mezzo al parco La consistenza quantitativa e qualitativa dell’area verde verrà irreparabilmente danneggiata in quanto sono previsti da progetto circa tre ettari di locali interrati o diversamente cementificati (sui sette totali del parco!) sopra i quali non sarà possibile far sviluppare una adeguata vegetazione con la conseguenza diretta della diminuzione a poco meno di metà dell’attuale potere di mitigazione dell’inquinamento atmosferico ad oggi posseduto dall’area verde in oggetto. Il dislivello complessivo tra il solaio di copertura del locale interrato della futura Stazione Rebaudengo e il livello dell’impalcato dell’attuale Corso Grosseto sarà di circa cinque metri. Tale dato altimetrico comporterà la costruzione di una sorta di tunnel inclinato emergente con un’altezza massima di circa otto metri (in mezzo al Parco!) sopra il quale sarà costruito il viale centrale nord-sud. Un’opera di siffatte dimensioni appare difficilmente occultabile date le ridotte superfici laterali adiacenti a disposizione: ad ovest sarà necessario creare una sorta di pendio artificiale molto inclinato, e difficilmente accessibile e fruibile, mentre ad est tale opzione non sarà praticabile e sicuramente il paesaggio verrà connotato da un “muraglione” in calcestruzzo armato con una altezza massima di otto metri. Il gioco delle tre carte: cambiare il nome alla stazione e dire che il Parco sarà ancor più grande Il Presidente della Circoscrizione, che ha accettato l’occupazione del Parco e dice ai cittadini che la nuova stazione valorizza la zona e gli immobili prospicenti, propone di cambiare il nome alla stazione: da Rebaudengo a Fossata. La cosa paradossale è che la cascina Fossata, risalente al 1700 e abbandonata da molto tempo, aspetta da decenni una ristrutturazione utile al quartiere e oggi sta letteralmente cadendo a pezzi. Alla fine c’è il rischio che col nome Fossata resti solo più la Stazione! Inoltre, l’assessora comunale “competente” afferma che il Parco, alla fine dei lavori (tra 6 anni?) sarà ancor più grande: ci aggiunge infatti tutte i francobolli di aree verdi comprese tra gli svincoli stradali; posti difficilmente utilizzabili per portarci a giocare il bambino, a spasso il cane o giocare al pallone (come prima dell’arrivo dei lavori del Passante). Eleggiamo Istituzioni che non decidono quasi niente Dal dicembre 1995 nessun atto relativo al Passante Ferroviario di Torino (Progetti, Protocolli, Convenzioni, Accordi di Programma) è passato in Consiglio Comunale. Tutto è passato con semplici delibere di Giunta Comunale. Solo il 23 ottobre di quest’anno, con sospetta urgenza e per “obbligo morale” (!) verso gli altri partners dell’operazione economica, i nostri rappresentanti in Comune (non tutti per fortuna: 21 a favore e 17 astenuti) hanno condiviso (hanno ratificato cioè decisioni prese altrove) la realizzazione della nuova stazione Rebaudengo dentro il Parco come punto di allaccio della rete FS e della linea GTT per Ciriè. In sostanza, a posteriori, hanno variato il Piano Regolatore, dove l’area del Sempione era ovviamente verde, per cambiarne in gran parte la destinazione a Z.U..T.(zona urbana di trasformazione), cioè edificabile. E quando decidono, sbagliano le date.. In precedenza, l’ 11 settembre 2006, la Giunta Regionale aveva approvato il progetto di realizzazione della nuova Stazione Rebaudengo nel quadro della Variante altimetrica per sottopassare la Dora nella tratta corso Regina Margherita – Stazione Stura. In quella delibera regionale si dà per acquisita la delibera del Consiglio Comunale di Torino per la condivisione del progetto, delibera avvenuta invece successivamente, il 23 ottobre! Anche solo dall’intreccio di queste date appare chiaro che gli atti della Conferenza dei servizi che ha deciso sull’opera appaiono viziati da notevoli illegittimità. In questo senso il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste torinesi (Italia Nostra, LegAmbiente circolo Ecopolis e Pro Natura) e il Comitato Difesa del Parco Sempione hanno recentemente rivolto un esposto ai Ministeri dei Trasporti e delle Infrastrutture chiedendo siano annullati gli atti della Conferenza e riaperta una procedura decisionale democratica che ricorra anche ad una preventiva Valutazione d’impatto ambientale. Ad oggi non è giunta alcuna risposta… Ma chi decide e a favore di chi? In definitiva, non è chiaro chi abbia chiamato la fermata (poi stazione) Rebaudengo, dal nome di una piazza che è parecchio distante dal sito, chi l’abbia sistemata nel Parco, che impatto avranno nel Parco stesso i sei binari di servizio della Torino-Ceres se passasse definitivamente il progetto di allacciarla alla rete RFI nel Parco, cosa resterà del verde pubblico dopo un’operazione che prevede una notevole area cementata (e anche parcheggi attorno alla stazione di dimensioni potenzialmente crescenti), come impatterà sul tutto il futuro viale centrale sovrastante i binari e l’indotta rivalutazione fondiaria. Non è chiaro inoltre cosa ci guadagnino i pendolari dallo spostamento ancora più a Nord dell’allacciamento della ferrovia per Ceres. E cosa ci guadagni la cittadinanza tutta dal notevole aggravio di spesa e di tempi di lavoro procurato dal progetto stazione Rebaudengo – corso Grosseto. Perchè no Corso Grosseto?? Ora la partita si sposta sul progetto di trasferire il tracciato urbano della ferrovia Torino-Ceres sotto Corso Grosseto. Un” opera che allontana i pendolari delle valli di Lanzo dal centro della città, costa, fin dall”inizio, 120 milioni di euro; durerà almeno tre anni di lavori per fare due Km e mezzo di tracciato sotterraneo sotto il corso, quando sarebbe stato sufficiente prolungare, come già durante le olimpiadi, l”attuale tracciato di meno di un Km da stazione Dora a Porta Susa. E … come va a finire la storia? Dipende anche da tutti noi! aggiornato a dicembre 2007 ‘, ‘ Chi siamo?

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