Lettera delle associazioni ambientaliste

Pubblicato: 22 maggio 2009 in News

COORDINAMENTO delle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Ecopolis, Pro Natura Torino Al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri del Comune di Torino p.c.Organi d’informazione 11 maggio 2009 Lettera aperta ai Consiglieri Comunali e ai principali organi di informazione sulla Variante 200 al Piano Regolatore Generale.
Le nostre Associazioni hanno sempre prestato attenzione in questi anni alle vicende delle trasformazioni urbane connesse con l”attuazione del vigente Piano Regolatore e alle sue oltre 200 varianti. Gli organi di stampa hanno evidenziato in questi giorni le discussioni in merito alla Variante 200, variante strutturale, che dovrebbe fornire le coordinate per la trasformazione di tutto il quadrante Nord-Est della nostra città; variante di cui è in fase di discussione oggi il documento programmatico. A leggere i titoli giornalistici, sembra che da questa variante dipenda addirittura tutto il futuro della nostra città, oltre che dell’attuale maggioranza che la governa, e che sia di un”urgenza impellente e improrogabile la sua approvazione, essendo in ballo risorse finanziarie per 1 milione e mezzo di euro (?!). Riteniamo doveroso a questo punto invitare ad una più pacata riflessione il Consiglio Comunale, le forze politiche e sociali e tutti i soggetti attivi sul territorio, evidenziando i nostri dubbi e le nostre critiche, prima di effettuare scelte affrettate e magari dannose per l”ambiente urbano nel suo complesso per i prossimi decenni. Sottolineiamo i punti più critici, e meritevoli di approfondimento:
l) Tutta la Variante è costruita intorno ad un”ipotesi di tracciato della Linea 2 della Metropolitana articolato in lotti funzionali, con un primo lotto dalla Stazione Rebaudengo a corso Vittorio Emanuele, approvato in semplice “linea tecnica” dalla Giunta Comunale nel giugno 2008, che non è mai stato discusso nelle sedi istituzionali. Il tracciato, anziché puntare verso Nord-Est, in direzione San Mauro-Pescarito e Settimo, come sarebbe logico ed auspicabile, prosegue ad arco verso la futura Stazione Rebaudengo, proponendo di condurre il traffico privato delle SS. 11 e 590 ad un grande parcheggio di interscambio sull”asse di via Regaldi, sottopassando due volte il Po sbucando sotto il parco della Colletta. Tracciato improbabile e portatore di gravi conseguenze sul piano ambientale e sulle scelte di mobilità dell’intero quadrante Nord-Est, che rinuncia a priori a drenare il traffico automobilistico intercettandolo fuori delle porte della città con una linea forte di trasporto pubblico, secondo gli stessi indirizzi della Comunità Europea.
2) La futura Stazione Rebaudengo è indicata anche come attestamento e connessione con la linea Torino-Ceres, che si prevede di interrare da Madonna di Campagna sotto corso Grosseto, con un progetto che (con le opere connesse) costerà almeno 200 milioni di Euro, rinviando a tempi indefiniti un collegamento veloce e funzionale con Venaria e Caselle di cui tutti avvertono l”urgenza, affliggendo tutta la zona Nord con uno scavo a cielo aperto dall”incerta tempistica e pesanti conseguenze ambientali.
3) L’attuale parco Sempione (già devastato dal cantiere del Passante) viene proposto come Zona Urbana di Trasformazione, cancellando di fatto il parco (che ospiterà il Passante col quadruplicamento in asse; tre binari per la Torino – Ceres; la stazione di testa della Metropolitana; un vasto parcheggio di interscambio per il traffico privato), e così per la prima volta un parco urbano di proprietà della città viene indicato come generatore di diritti edificatori che verranno posti in vendita per concentrarsi in altre zone di Spina 4, incrementandone l”edificabilità e la densità urbana.
4) La proposta Stazione Rebaudengo non ha attualmente alcuna conformità urbanistica, e così si presume di “sanare” l”attuale situazione creando nel parco una Zona Urbana di Trasformazione, in funzione della quale è anche stata modificata la destinazione d”uso della Cascina Fossata, che doveva essere oggetto di progetti di riqualificazione, inserendovi la destinazione commerciale.
5) Nell’area della Scalo Vanchiglia, sul fronte di corso Novara, si propone la realizzazione di un grande centro commerciale (tipologia L2) non previsto dalla Variante 160 appena approvata nel mese di marzo, del quale non è allo stato attuale provata né la necessità né l”opportunità, per gli impatti sui quartieri Vanchiglia e Aurora-Rossini.
6) Si propone di triplicare l”entità dei diritti edificatori generati dal “trincerone”, il che appare come un semplice “regalo” agli operatori privati (Soc. Regio Parco s.r.l.) che hanno acquisito le aree dalle Ferrovie nel 2007 sulla base della destinazione urbanistica vigente.
7) Si trasforma tutta l”area dello Scalo Vanchiglia in funzione delle scelte di mobilità indicate al punto l), mentre la variante 38 per il comparto produttivo (approvata in via definitiva nel 2006) prevedeva il mantenimento e l”inserimento di attività produttive a artigianali compatibili col tessuto urbano, e si ipotizzano l”incremento della residenza e la realizzazione di un “centro direzionale”, di cui già stanno circolando sui giornali i “rendering” con i futuri grattacieli.
8) Ricordiamo infine che sia le aree di Spina 4 che quelle dello Scalo Vanchiglia sono già state regolate da 2 varianti di grande importanza (nn. 35 e 38) approvate negli anni 2002-2006 da questa Amministrazione, che consentirebbero già tranquillamente di effettuare interventi di recupero e riqualificazione in cui inserire le proposte degli operatori privati disponibili a collaborare colla Città, garantendo i loro diritti.
9) Riteniamo anche molto rischioso che si pensi (recenti dichiarazioni dell”Assessore Viano in un”intervista a “Repubblica”) di avviare una “pre-vendita di azioni” (??) non appena approvato il documento programmatico della Variante. Saranno emissioni di titoli simili ai “derivati”?
10) Ricordiamo infine che il documento programmatico della Variante 200 dovrà essere corredato di un rapporto ambientale e che la variante andrà sottoposta alla Valutazione Ambientale Strategica. Non pare quindi né utile né opportuno che si forzino delle scelte “anticipatrici” prima che queste fasi si siano espletate. Si stigmatizza quindi come tale “variante 200” configuri di fatto una logica di “messa a reddito” del territorio comunale – di cui subito far partire le “premesse” – sottratta ad una valutazione puntuale degli effetti di ricaduta sull”urbanizzato di competenza e sul territorio d”area vasta; e come un”impostazione così “pregnante” di scelte e di conseguenze richieda una valutazione su quanto perseguito ad oggi col il PRG e le sue oltre 200 varianti e dove si voglia effettivamente condurre il futuro della Città: futuro della Città che non va sottratto alla partecipazione e apporto democratico dei cittadini e che va ricondotto ad un disegno complessivo.

Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta (Maria Teresa Roli) Legambiente Ecopolis (Antonella Visintin) Pro Natura Torino (Emilio Soave) Segreteria presso Pro Natura Torino: Via Pastrengo 13 – 10128 Torino Tel. 011/5096618 – Fax 011/503155 – e-mail: pronto@arpnet.it

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