Come è cominciata…

Pubblicato: 5 dicembre 2007 in News

CRONACA DI UN ABUSO DI POTERE

  • All’inizio dell’estate 2005vengono eseguiti dei carotaggi in due diverse aree del giardino. Alle domande degli abitanti poste agli operai viene risposto che queste operazioni sono per i lavori del passante ferroviario.
  • A fine settembre vengono censite e selezionate le piante di una grossa fetta del parco ed ai cittadini stupiti viene accennata per la prima volta la possibilità dell’installazione di una stazione all’interno dell’area verde. Partono le ricerche dei progetti riguardanti i lavori del passante ferroviario “SPINA 4” e si nota come sia difficile reperire informazioni certe soprattutto riguardo l’ubicazione della stazione: varia posizione da progetto a progetto.
  • A inizio novembre, senza alcun cartello informativo, viene recintata una grossa area del giardino impedendone l’accesso al pubblico. Dopo numerose proteste dei fruitori del parco, in circoscrizione e in comune, viene bloccato il cantiere. Da notare che la circoscrizione non era nemmeno stata avvertita dell’inizio dei lavori. Viene indetta una riunione informativa il 17 novembre sui lavori… già iniziati!
  • Nella suddetta riunione viene spiegato con eccessiva minuzia l’intera opera del passante ferroviario metropolitano, riservando solo una piccola parte di tempo all’illustrazione di quello che avverrà nella nostra zona ed i disagi a cui andremo incontro. Da qui emerge: 1) che la prima parte dei lavori di interramento avverrà tutta a discapito dell’area verso Borgo Vittoria (a lato dei binari già esistenti); 2) che saranno necessarie modifiche della viabilità di C.so Venezia (che a causa dello spostamento dell’impianto fognario verrà chiusa durante la prima parte dei lavori); 3) che l’ inizio dei lavori comporta la soppressione di una storica bocciofila, il Fià curt, punto d’aggregazione di molti anziani del quartiere; 4) che l’intero cantiere verrà dislocato nell’area del parco Sempione sia per le parti operative – area di scavo, alloggiamento macchinari, area per la creazione del cemento e dei materiali di bitumazione – sia per le parti strutturali – magazzini, mensa operai, dormitorio addetti ai lavori ed addirittura un posteggio interno. Nello steso tempo la stazione “Rebaudengo”viene presentata completamente interrata con uno spazio verde sopra e con l’area soprastante i nuovi binari interrati sede di un’arteria di scorrimento stradale a tre corsie per senso di marcia. Sorgono allora le prime proteste dei cittadini, che pensano che sia inverosimile una stazione con un accesso tipo metrò posta in mezzo a un parco. E’ quindi evidente che il progetto presentato non è quello reale, così come le cartine che illustrano un’immensa area verde a fine lavori. In queste, ad esempio, non sono raffigurate tutte le parti di recente costruzione lungo via Cigna e le già presenti unità abitative. Alle proposta di trasferimento almeno degli uffici amministrativi e degli alloggi – mense- posteggi nell’area posta prima di via Breglio viene risposto che verrà valutata. Vista l’animosità delle proteste, la circoscrizione propone la creazione di un Comitato di Accompagnamento dei lavori del cantiere e raccoglie i nominativi di chi intende parteciparvi.
  • Il Comitato di Accompagnamento viene invitato per il 1° dicembre ad un incontro con i rappresentanti del verde del Comune, un rappresentante delle ferrovie RFI e la Circoscrizione, con la promessa di sospendere i lavori fino alla data della riunione. Riprendono tuttavia i lavori nel parco, con l’inizio della traccia di scavo della nuova fogna e l’abbattimento ad opera di una ruspa di due piante di gimko biloba. In base al censimento del comune quelle due piante avrebbero dovuto restare lì e essere recintate. La traccia si ferma davanti ad un boschetto che dovrebbe anch’esso venir salvaguardato.
  • Durante l’incontro del 1° dicembre si denuncia alla Circoscrizione sia l’avvenuta ripresa dei lavori, i quali non dovevano ripartire sino dopo la riunione, sia l’abbattimento degli alberi e il metodo utilizzato dai costruttori. Il responsabile del verde afferma che tutte le piante sono state censite e che è stata redatta una scheda tecnica per ognuna di loro. Vengono presentate al Comitato le mappe dell’area di cantiere con specificato il tipo di impianto che verrà posto in ogni singola zona. L’area di proprietà delle ferrovie alle spalle dei Docks viene dichiarata da RFI facente parte del cantiere già dai progetti iniziali, ma non ci viene illustrato che tipo di strutture avranno quella sede. Alla proposta di dislocare altrove le parti non operative viene risposto che spostare gli alloggiamenti e la mensa provocherebbe un allungamento dei tempi dell’opera, non convenienti anche se disterebbero solo 200 mt dalla sede di lavoro. Dato che il passante partirà dallo scavo sotto la Dora per terminare dopo C.so Grosseto questa giustificazione ci pare infondata e non reale, ma non viene meglio giustificata da RFI. Qualsiasi ulteriore proposta dei cittadini viene accolta con non celato scetticismo dall’ingegnere delle ferrovie, che non mostra intenzioni di modificare nulla dei presentati progetti. La questione “stazione” non viene discussa ma rimandata ad una successiva riunione. Tre cittadini vengono inseriti in un “comitato di cantiere” che avrà lo scopo di vegliare l’andamento dei lavori.
  • Il 2 dicembre la responsabile del verde verticale ,durante un sopraluogo nel parco, nota che ci sono state delle “sviste” nella mappatura delle piante e alcune (ad esempio un boschetto di 15 carrubi alti 6 mt) non sono state incluse nei progetti di salvaguardia. Nota inoltre che la traccia segnata per la fogna non corrisponde al progetto.
  • Il 15 dicembre, constatata l’inefficacia e il carattere fittizio del Comitato di Accompagnamento si costituisce in sede autonoma il COMITATO DI DIFESA DEL PARCO SEMPIONE ; il Comitato indice una petizione popolare con raccolta firme per potersi opporre all’attuale dislocazione del cantiere ed alla sede della futura stazione nell’area verde. La necessità è quella di rappresentare una grossa fetta di popolazione della Circoscrizione ed avere quindi un potere contrattuale nelle decisioni dei lavori.
  • Il 16 dicembre vi è un incontro con una rappresentanza della Circoscrizione per illustrare loro le sedi di cantiere alternative, ma essa si schiera completamente a sostegno del progetto già avviato. Non mostra inoltre alcuna intenzione di incentivare una trattativa con RFI né riguardo all’attuale area occupata né riguardo al posizionamento della futura stazione. Viene anche presentato un progetto di variazione dell’attuale tratta ferroviaria To-Caselle che invece di andare a stazione Dora, tramite un nuovo passaggio sotterraneo sotto C.so Grosseto o via Paolo Veronese, andrebbe ad allacciarsi alla tratta ferroviaria metropolitana proprio nella fantomatica stazione Rebaudengo, che diventerebbe, quindi, centro di interscambio tra le due linee.
  • Nella settimana successiva viene stilata una relazione dalla responsabile del verde verticale e subito dopo partono i lavori nel cantiere, nonostante fosse stato detto che sarebbero stati fermi fino al 9 gennaio. Viene reperito dal Comitato un progetto riguardante la nuova stazione che, invece di essere interrata, presenta un piano fuori terra con locali commerciali, una zona posteggio ed una costruzione tecnologica . Tale progetto occupa l’intera area tra via Fossata e la ferrovia quasi fino all’altezza di via Brenta. Altro che maggiore zona verde!
  • Il Comitato si riunisce ed indice una manifestazione pubblica da tenersi il 30 dicembre con lo scopo di dare visibilità alla protesta e sensibilizzare gli abitanti del quartiere sul problema.
  • Il 30 dicembre si svolge la manifestazione con distribuzione di vin brulè, raccolta firme e controinformazione sui lavori del passante. A tale manifestazione partecipano più di un centinaio di persone, molte delle quali, pur vivendo nei dintorni del parco, non hanno avuto alcuna notizia che per anni non potranno accedervi. Nelle settimane successive prosegue l’attività di controinformazione del Comitato che coinvolge i cittadini e le radio e giornali locali, sostenendo che il cantiere deve essere sistemato fuori dal parco, ad esempio nelle vicine aree di proprietà delle Ferrovie, e che la localizzazione della futura stazione deve essere discussa con i cittadini per renderla al massimo utile agli spostamenti metropolitani ed eliminarne l’impatto sul parco.
  • Il 21 gennaio si svolge una giornata “per la difesa di Parco Sempione” che prevede al mattino un punto informativo mobile al mercato di Borgo Vittoria e il pomeriggio una festa nel parco. La campagna informativa del mattino riscuote un discreto successo, attirando l”attenzione di chi, nel quartiere, era ancora all”oscuro di tutto. Durante la festa continua la diffusione delle informazioni, accompagnata da formaggi, salumi, patatine, da vin brulè e dal ritmo incalzante delle percussioni della “Samba Band” .
  • Il 25 gennaio si svolge in via Stradella 192 un’assemblea pubblica indetta dalla Quinta Circoscrizione, durante la quale il Comitato presenta le proprie proposte a salvaguardia del parco e chiedere ai partiti ed alle Istituzioni di tenerne conto. Le risposte delle Istituzioni sono vaghe sulle richieste di spostamento della stazione e del cantiere, ma decise per un solo punto: i lavori non si fermano!
  • Sabato 4 febbraio il Comitato organizza un”azione di protesta in via Roma: vengono regolarmente occupati due posti auto con un finto manto erboso e panchine, su cui chiunque è invitato a fermarsi e a godere del moderno “verde pubblico”.
  • Sabato 4 marzo 2006 il Meetup di Beppe Grillo di Torino, con Massa Critica e altre associazioni, organizzano una biciclettata da piazza San Carlo in giro per il centro di Torino, che termina con una visita al Parco Sempione. Grande successo popolare dell”iniziativa.
  • Il 6 marzo 2006 si tiene in Circoscrizione 5 un consiglio aperto in cui Rifondazione Comunista presenta l’ordine del giorno che il nostro Comitato aveva preventivamente inviato a tutti i gruppi consiliari. L’ordine del giorno viene approvato, ma stravolto nei contenuti dopo una breve riunione dei consiglieri del centro-sinistra, e ne esce la solita posizione della Circoscrizione 5 favorevole alla stazione nel verde pubblico, basta che sia bella e non tenga tanto posto al’inerno del parco stesso. Va bene pure il cantiere nell’area verde e nel frattempo si può cominciare a pensare tutti assieme come sarà quel pezzo di “parco” che rimarrà dopo anni di lavori. Nel frattempo il cantiere viene installato nel Parco in modo difforme dalla stessa delibera della Giunta Comunale del 21 ottobre 2003, che ne prevedeva la sua suddivisione in due aree, a est e ad ovest dei binari: nel Parco avrebbero esserci solo l’impianto di bitumaggio e piccole strutture, invece viene pavimentata una vasta area e costruite le baracche che ospitano gli operai e gli uffici.
  • Il 17 maggio 2005 viene indetta a Roma presso il Ministero dei Trasporti una Conferenza dei servizi decisoria per l’approvazione del tracciato ferroviario a nord del fiume Dora compresa la realizzazione della stazione Rebaudengo. Il Comitato prende visione degli atti e invia una propria memoria alla Conferenza, partecipando pure con un proprio rappresentante. Un documento è inviato pure dal Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste di Torino. Nel documento del Comitato si sottolinea l’assurdità di cambiare il tracciato attuale della Torino-Ceres e la conseguente inutilità, se non passa la scelta di allacciarla alla rete FS nel Parco, di costruire una stazione nel Parco stesso, in assenza di qualsiasi preventiva valutazione d’impatto ambientale. Nel documento prodotto da Italia Nostra, Legambiente circolo Ecopolis e ProNatura si sottolinea che il Consiglio comunale non ha mai assunto alcuna decisione in merito a questo progetto (e altri Enti pubblici devono ancora decidere le alternative possibili) – progetto comunque che comporterebbe un aumento esponenziale dei costi – e che la collocazione della nuova stazione Rebaudengo e delle opere connesse è in evidente contrasto col Piano Regolatore del Comune di Torino. Si sottolinea la violazione delle leggi in materia di valutazione d’impatto ambientale a cui ci si vorrebbe sottrarre con la convocazione di una Conferenza di servizi “decisoria”. Si chiede infine di conoscere in base a quali contratti d’appalto i lavori si stanno svolgendo. La Conferenza si conclude con un nulla di fatto e il nostro Comitato diffonde un volantino che ne informa i cittadini e raccoglie centinaia di firme su una cartolina indirizzata al Sindaco della Città che chiede la sospensione dei lavori e dello scempio ambientale nel Sempione. Il Comitato indice nel pomeriggio del 20 maggio un seminario di discussione sul Parco Sempione per discutere delle prospettive dell’impegno a difesa del verde e dei soldi pubblici. A tale iniziativa sono presenti rappresentanti delle Associazioni ambientaliste e i nostri legali di riferimento. Il Comitato incontra gli assessori provinciale e regionale ai trasporti e sottolinea lo spreco di soldi pubblici del progetto di trasferire la Cirié-Lanzo sotto corso Grosseto e di allacciarne i binari nel Parco con la Stazione Rebaudengo.
  • Il 20 settembre 2006 il Comitato chiede di essere audito dalle commissioni urbanistica ed ambiente del comune di Torino, rinnovate dalle ultime elezioni, prima che il Comune prenda ulteriori decisioni in merito. Ma il Consiglio comunale si riunisce il 23 ottobre senza che sia preventivamente convocata la Commissione Ambiente. Alcuni consiglieri intervengono criticamente sulla delibera proposta: i gruppi di Verdi e Rifondazione leggono una cronologia dei lavori del Passante in cui appare chiaro che dal dicembre 1995 nessun atto relativo al Passante (progetti, varianti, protocolli, convenzioni, accordi di programma) è passato in Consiglio Comunale, nell’organismo eletto democraticamente dai cittadini, ma solo in Giunta o con determine dirigenziali. Inoltre si sottolinea da più parti che non c’è stata una vera consultazione della popolazione, ma la condivisione del progetto per la realizzazione della nuova stazione Rebaudengo viene approvata con 21 voti favorevoli e 17 critici (astenuti). L’immediata sua applicazione invece non passa. Nelle dichiarazioni dell’Assessore Viano (era assente l’Assessore competente, Sestero) si evince che, un’urgente approvazione è un “onere morale di affidabilità del Comune” rispetto ai costruttori che stanno facendo il Passante. Alcuni consiglieri, poi, indifferenti allo scempio ambientale nel Parco e alle carenze di democrazia di tutta questa storia (anzi un consiliere dell’Ulivo parla di percorso partecipato che ha coinvolto la Circoscrizione), argomentano una proposta, fatta dal presidente della Quinta Circoscrizione nella Commissione Urbanistica riunita alcuni giorni prima, di cambiare il nome della nuova stazione in Fossata. Il paradosso è che la cascina omonima, sita non lontano dal cavalcaferrovia di via Breglio che verrà abbattuto e tanto valorizzata in quegli interventi, sta letteralmente rovinando al suolo e da anni il Comune ne promette l’acquisizione e il recupero, senza che ciò sia mai avvenuto.
  • Il giorno 11 ottobre il Comitato distribuisce di fronte alla Circoscrizione 5 dove si tiene una riunione congiunta delle commissioni urbanistiche delle Circoscrizioni 4-5-6 e 7 sull’argomento del Passante Ferroviario un volantino che chiede “a chi serve la stazione Rebaudengo nel Parco Sempione?”. Purtroppo la discussione sull’argomento non avviene, ma i convenuti parlano solo della nuova sistemazione di via Stradella a causa dei lavori in corso del Passante.
Annunci

I commenti sono chiusi.