Leggete l’esposto delle associazioni ambientaliste!

Pubblicato: 12 marzo 2007 in News

Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Circolo Ecopolis, Pro Natura Torino Onlus, Comitato per la Difesa del Parco Sempione Egr. Sig. Ministro dei Trasporti Dr. Prof. Alessandro BIANCHI Piazza della Croce Rossa, 1 – 00187 ROMA segreteria.bianchi@infrastrutturetrasporti.it Egr. Sig. Ministro delle Infrastrutture On.le Antonio DI PIETRO Piazzale Porta Pia, 1 – 00198 ROMA urplp@infrastrutturetrasporti.it Egr. Sen. Anna DONATI Presidente 8a Commissione del Senato (Lavori pubblici, comunicazioni) donati_a@posta.senato.it Egr. Sen. Tommaso SODANO Presidente 13a Commissione del Senato (Territorio, Ambiente, Beni Ambientali) sodano_t@posta.senato.it Egr. Ing. Bruno AGRICOLA Direttore Generale – Direzione per la Salvaguardia Ambientale Ministero dell”Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Via Cristoforo Colombo, 44 – 00147 ROMA agricola.bruno@minambiente.it

Oggetto: Progetto Definitivo per la realizzazione del sottoattraversamento del Fiume Dora nell”ambito del quadruplicamento Porta Susa – Stura del nodo di Torino, limitatamente alla Variante di progetto afferente la realizzazione della Stazione di Rebaudengo.

Il presente esposto, redatto in forma di relazione, ai sensi e per effetti della legge 241/1990 e s.m.i., è finalizzato ad esporre presunte illegittimità cui sarebbe affetta la procedura seguita per l”approvazione del progetto indicato all”oggetto.
Ai fini di una sommaria comprensione dei fatti e della procedura seguita, previo formale accesso agli atti da parte degli esponenti presso il Ministero dei Trasporti (Segreteria della Conferenza dei Servizi), sono stati acquisiti tutti gli atti disponibili: sulla scorta dei contenuti ivi rappresentati, vengono di seguito indicati, in sintesi, gli aspetti di maggior rilievo che con la presente si intendono portare a conoscenza delle Signorie Loro.
1. Sulla natura della Conferenza dei Servizi.
Le osservazioni formulate dalle scriventi associazioni, nonché dal Comitato spontaneo “Difesa Parco SABSABSpione” (che qui integralmente si richiamano), ponevano, preliminarmente, una pregiudiziale sulla natura della Conferenza dei Servizi [di seguito CdS], convocata con decreto prot. 63/R.D. dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in data 18 aprile 2006, ai sensi degli artt. 14 e seguenti della legge 241/1990, modificata ed integrata dalla legge 340/2000, a seguito di istanza di R.F.I. S.p.A. del 29 marzo 2006. Come si evince dal verbale della CdS del 17 maggio 2006, gli Enti sono stati convocati sulla base delle rispettive competenze, ma con la sostanziale differenza che mentre per il Comune e la Provincia di Torino veniva richiamato, oltre alla motivazione “ai fini del rilascio delle autorizzazioni”, anche l”art. 25 della legge 210/1985, per la Regione Piemonte veniva invitato il “Settore Pianificazione e Gestione Urbanistica” ad esprimere il proprio parere anche ai sensi della legge 898/1976: tale modalità di convocazione e conduzione della CdS da parteABSABSeABSABSPresidente arch. Maurizio Vitelli appare palesemente viziata all”origine, in quanto risulta che da parte della Regione Piemonte non sia stata effettuata la prevista verifica preliminare e accertamento della conformità urbanistica sul progetto, in violazione dell”art. 25 della legge 210/1985, dovuto al fatto che il progetto in esame è in contrasto con il Piano regolatore vigente del Comune di Torino; tale mancato adempimento mina alla radice la legittimità di tutti gli atti conseguenti adottati dalla CdS, compresa la determinazione conclusiva.
Le osservazioni formulate dalle scriventi Associazioni ponevano all”attenzione del Presidente della CdS gli aspetti connessi alla natura della CdS, qualificata come “decisoria” nell”Avviso pubblicato in data 01 maggiABS 2006: tale procedura non può essere applicata alle opere di interesse statale, quale risultano invece essere quelle oggetto di esame da parte della CdS.
La volontà di eludere le norme stabilite dall”art. 81 del D.P.R. 616/77 (come sostituite in un primo tempo dal D.P.R. 383/1994), appaiono evidenti, in quanto l”assenso della CdS sul progetto non conforme agli strumenti urbanistici vigenti è illegittimo perché non si può derogare alle norme ed agli atti amministrativi generali: tale considerazione è stata dimostrata in tutta la sua portata dalla natura degli atti adottati dalla Regione Piemonte e dal Comune di Torino e dalla loro scansione temporale e viziati da illegittimità, come viene adeguatamente dimostrato al successivo capitolo 5.
2. I contenuti del progetto come esaminati dalla Conferenza dei Servizi. Come si evince dal verbale della CdS del 17 maggio 2006 (pag. 6), il Referente di Progetto di R.F.I. S.p.A. Ing. Francesco Bocchimuzzo, nel procedere ad illustrare il progetto, dichiara che “il progetto in esame (…) è ricompreso in uno più ampio. Il progetto da approvare riguarda il sottoattraversamento del fiume Dora nell”ambito del quadruplicamento Porta Susa – Stura del nodo di Torino (…)”: tale considerazione, non smentita nel corso dello svolgimento dagli altri partecipanti in CdS, dimostra come le considerazioni svolte nelle osservazioni presentate dalle scriventi Associazioni fossero fondate. In realtà, la CdS come sopra convocata, è stata chiamata ad esprimersi non solamente sulla localizzazione della nuova stazione Rebaudengo, ma sull”intero progetto relativo alle modifiche al progetto del passante ferroviario di Torino, nel tratto Corso Regina Margherita – Nodo Stura e che prevedono il sottoattraversamento del fiume Dora. Tale previsione, di sostanziale e radicale modifica del progetto originario, era stata avallata in forza di un protocollo d”intesa sottoscritto dal competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Piemonte, il Comune di Torino, R.F.I. S.p.A. e Satti S.p.A. (ora G.T.T. S.p.A.) in data 15 ottobre 2002, senza alcuna preventiva valutazione economica e ambientale; tale progetto, approvato in linea tecnica dal Comune di Torino (deliberazione Giunta Comunale del 21 ottobre 2003), denominato semplicemente “variante altimetrica”, conteneva gli stessi elaborati e contenuti progettuali oggetto di esame da parte della CdS, compresa la localizzazione della nuova stazione Rebaudengo; di tale progetto la Regione Piemonte prendeva atto con propria D.G.R. del 15 dicembre 2003. Il progetto, in variante al Piano regolatore vigente del Comune di Torino, si poneva in contrasto non solo in relazione alla localizzazione della nuova stazione Rebaudengo (su area a parco urbano) ma anche per il previsto sottoattraversamento del fiume Dora in un tratto urbano interessato dagli eventi alluvionali dell”ottobre 2000 coincidente peraltro con un tratto di alveo completamente “tombato” negli anni ‘50 e di cui non è ancora stata approvata la “stombatura” e non veniva sottoposto alla preventiva verifica o valutazione di impatto ambientale, espressamente previste dalla L.R. 40/1998: su tale inadempienza, sottolineata nelle osservazioni presentate, si rammenti solamente il dettaglio del sottoattraversamento del fiume Dora (da sottoporre all”esame dell”Autorità di Bacino) e le interferenze con la falda profonda, e le rilevanti nuove opere di cantierizzazione, previste in un contesto urbanizzato e densamente popolato, oltre alle rilevanti quantità di inerti da movimentare. Occorre rilevare, inoltre, che alla data della deliberazione della Giunta Comunale di Torino del 21.10.03, i lavori della realizzazione del passante era giunti ad una fase attuativa prossima al Corso Regina, conformi al progetto esecutivo redatto da R.F.I. e approvato dalla Giunta Comunale di Torino il 18 aprile 2001: le modifiche progettuali, come sopra decise, determinavano una sospensione di tali lavori e parziali demolizioni di opere strutturali già eseguite, dichiarate poi necessarie per nuove installazioni di cantiere.
3. La convenzione tra RFI, Città di Torino, Regione e GTT (ex Satti). Esecuzione dei lavori. Uno degli aspetti di illegittimità più rilevanti connessi alle procedure di approvazione dell”intero progetto è quello connesso con l”esistenza della Convenzione n. 113/1984 stipulata il 10.12.1984, tra Ente F.S. (ora R.F.I. S.p.A.), Regione Piemonte, Comune di Torino e Satti S.p.A. (ora G.T.T. S.p.A.), che regola i rapporti tra i suddetti Enti e Società per la realizzazione del nodo ferroviario (o passante) di Torino. Un primo aspetto è costituito dal ruolo ricoperto da un “Comitato di Coordinamento”, costituito dai rappresentanti di Regione, Comune, R.F.I. e G.T.T., cui è stato attribuito il ruolo di soggetto tecnico deputato all”approvazione preventiva di ogni soluzione o variante progettuale alle opere del passante, sostituendosi di fatto alle competenze proprie degli organi elettivi collegiali (in particolare, per il Comune di Torino, il Consiglio Comunale), sottraendo per di più ad ogni valutazione di compatibilità ambientale le opere interessate, in violazione della legge regionale n. 40/1998. A tale Convenzione sono state apportate modifiche sotto forma di “Appendici”, di cui la più rilevante è la terza, approvata dalla Giunta Comunale di Torino con deliberazione in data 11 maggio 2005: in essa è previsto, all”art. 7, che l”approvazione di progetti degli impianti ed opere ferroviarie “da parte dei competenti Organi, equivale all”intesa di cui all”articolo 81 del D.P.R. 616/1977, ed ha altresì diretta efficacia di variante al vigente Piano Regolatore Generale del Comune di Torino nei confronti delle difformi destinazioni d”uso riferite agli ambiti territoriali interessati alle opere oggetto della presente terza Appendice”. Procedura a parere degli scriventi assolutamente contestabile. La scelta progettuale della nuova stazione Rebaudengo, quale terminale della connessione della linea ferroviaria in concessione Torino-Ceres, con la conseguente modifica del suo tracciato nel tratto urbano sotto il Corso Grosseto, precostituisce una modifica non solo al Piano regolatore del Comune di Torino ma anche al “Sistema ferroviario metropolitano”, considerato nelle sue caratteristiche dal vigente Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Torino, strumento di pianificazione sovraordinato alla strumentazione urbanistica comunale vigente. Sulla base di tale assunto, appare in tutta evidenza che l”approvazione della “variante altimetrica” al progetto del passante (connessa al sottoattraversamento del fiume Dora e compresa la localizzazione della nuova stazione Rebaudengo) disposta dalla Giunta Comunale di Torino il 21 ottobre 2003 sia illegittima perché concerne nuove opere, in variante al Piano regolatore vigente, e costituisce una radicale modifica al progetto del passante ferroviario di Torino, come approvato nel 2001. Ne consegue che tutti gli atti presupposti e conseguenti relativi a tale progetto siano illegittimi: alla luce di quanto sopra, la procedura richiesta da R.F.I. S.p.A. mediante la convocazione di una CdS ai sensi degli artt. 14 e seguenti della legge 241/90, appare strumentale ed è finalizzata principalmente a “sanare” le gravi irregolarità procedurali nell”approvazione e nell”affidamento dei lavori di completamento del passante. La richiesta di localizzazione della nuova stazione non è motivata da alcuna ragione di somma urgenza, ma è servita unicamente a sancire la possibilità di occupare superfici di notevoli entità su aree a parco per le operazione di cantierizzazione su sedimi di proprietà comunale, al solo scopo di mutarne in seguito la destinazione urbanistica, con finalità diverse dalla realizzazione di opere e servizi di carattere esclusivamente ferroviario. Sull”importo dei lavori, occorre considerare come la realizzazione della nuova stazione Rebaudengo, stimata negli atti di progetto pari a Euro 3.600.000,00, sia dichiarata di “pertinenza Satti S.p.A.” (ora G.T.T. S.p.A.) e potrebbe apparire elemento estraneo alla complessiva realizzazione del passante, in quanto per rendere coerente tale opera occorre prevederne la connessione alla nuova linea Torino-Ceres, non compresa nei lavori del nodo del passante di Torino e attualmente ancora a livello di studio di fattibilità. Si segnala inoltre che potrebbero essere state viziate anche le procedure di affidamento di tali lavori espletate da R.F.I. S.p.A., sulla base della legge 166/2002 (appalto integrato), mediante le quali è stato affidato all”Associazione Temporanea di Imprese formata da Astaldi S.p.A. (capogruppo), Vianini Lavori S.p.A., Impresa Costruzioni Rosso Geom. Francesco & Figli S.p.A., Di Vincenzo Dino & C. S.p.A., Turner & Townsend Group Limited (contratto stipulato il 24 giugno 2005): giova altresì rammentare che nel corso del 2001, sulla base di notizie di stampa, la stessa Astaldi S.p.A. si trovava in una grave situazione gestionale e debitoria, prossima alla rescissione del contratto in essere con R.F.I. S.p.A. per l”appalto dei lavori fino ad allora eseguiti.
4. Le dichiarazioni rese in Conferenza dei Servizi e le controdeduzioni alle osservazioni.
4.1 Nella seduta della CdS del 17 maggio 2006, oltre all”illustrazione del progetto, il Presidente arch. Vitelli ha prospettato diverse soluzioni procedurali per giungere alla conclusione della CdS stessa, acquisendo sia gli atti di assenso condizionati rilasciati in quella stessa data dai rappresentanti degli Enti presenti (Regione Piemonte, Comune di Torino, G.T.T. S.p.A.), rinviando alle rispettive “ratifiche” da parte dei competenti organi collegiali e alle successive sedute della CdS, fermo restando il termine per l”emanazione del provvedimento conclusivo entro 90 giorni. Sono stati altresì acquisiti i testi relativi al parere della Provincia di Torino e le osservazioni formulate dalle scriventi associazioni e dal Comitato per la Difesa del Parco Sempione, senza entrare nel merito delle stesse. Da quanto emerso dal verbale della seduta della CdS del 17 maggio 2006, si rilevano alcuni aspetti che sono decisivi per il proseguimento della stessa: in particolare, secondo il rappresentante della Città di Torino il progetto deve essere inquadrato in un contesto urbanistico finalizzato a far assumere alla progettata nuova stazione caratteristiche estranee alle opere e ai servizi tipicamente ferroviari, includendovi attività commerciali, in modo da rendere “appetibile” la sua realizzazione, a fronte di attribuzioni di diritti edificatori a favore di R.F.I. S.p.A., in contrasto con le previsioni progettuali proprie delle aree e impianti ferroviari nonché della prevista realizzazione dell”opera a totale carico di G.T.T. S.p.A.: sul punto si constatano e comprendono le ragioni per le quali non sia stata intrapresa una procedura ordinaria per giungere a tale risultato e scopo (la valorizzazione immobiliare di un”area comunale a parco a favore di R.F.I.). Il rappresentante della Regione Piemonte nella CdS del 17 maggio 2006 ha dichiarato che avrebbe acquisito il parere della Direzione Urbanistica sulla localizzazione dell”opera. Il tenore delle dichiarazioni rese dal rappresentante di R.F.I. S.p.A. rivela l”assoluta necessità che la CdS assuma le sue decisioni con celerità, anche a fronte delle richieste di modifiche progettuali richieste dal Comune di Torino.
4.2 Nella CdS convocata per il 28 luglio 2006, è stato esaminato, tra l”altro, il parere inviato dalla Provincia di Torino, inviatata alla CdS: in esso sono contenute motivate considerazioni che conducono ad un parere negativo sulla localizzazione, demandando a valutazioni condivise tra gli enti interessati. In modo del tutto sorprendente, il Presidente della CdS aveva inviato in data 26 maggio 2006 una nota in risposta al parere della Provincia: nella stessa veniva dichiarato che la CdS del 17 maggio 2006 aveva approvato il progetto con condizioni e che “Alla luce di quanto emerso dagli atti depositati e dagli interventi dei presenti alla Conferenza, si ritengono superate e accolte le richieste di codesta Amministrazione, anche in considerazione dello specifico parere della Società G.T.T. S.p.A. che ha condiviso la soluzione progettuale presentata, riconoscendone la validità per i propri fini trasportistici.”; la nota si conclude con un ulteriore elemento improprio, e cioè che la finalità della CdS è il “conseguimento della conformità urbanistica relativa ai fabbricati in zona Rebaudengo, tenuto peraltro conto che non si rilevano impedimenti a tale finalità”. [Si noti che dal verbale della CdS del 17.05.06, nulla si rileva in merito a quanto dichiarato dall”arch. Vitelli nella nota inviata alla Provincia!]. Il Presidente della CdS ha fatto prevalere quindi le caratteristiche proprie della CdS che deve adottare un provvedimento “a maggioranza”, sulla base delle posizioni “prevalenti”: tale impostazione è totalmente estranea al caso in esame, perché non può essere applicato a opere in variante agli strumenti urbanistici, come evidenziato nelle osservazioni delle scriventi Associazioni. Nella stessa seduta del 28.07.06, R.F.I. dichiara che in merito all”acquisizione delle aree è stata data comunicazione il 27 aprile 2006 ai sensi dell”art. 11 del D.P.R. 327/2001: si segnala che le aree sono state occupate da R.F.I. già nell”ottobre 2005, quindi tale adempimento si configura come una irrituale “sanatoria” ex post, non prevista dalla legislazione vigente.
4.3 Sulle controdeduzioni alle osservazioni presentate dalle scriventi e dal Comitato Difesa del Parco Sempione, il verbale della seduta della CdS in data 28 luglio 2006 evidenzia come i rilievi sollevati non siano stati valutati nella loro effettiva portata e siano stati tutti rigettati con motivazioni in parte erronee e che appaiono deboli, dettate da superficialità. a) sulla possibilità di occupare altre aree di cantiere, di proprietà R.F.I. S.p.A. e disponibili e adatte allo scopo, non é stata fornita alcuna risposta esauriente; b) sulla richiesta di mantenimento dell”attuale connessione della linea Torino-Ceres sul tracciato esistente, viene dichiarato che il progetto non prevede modifiche, ma “solo la predisposizione di infrastrutture tali da non impedire nel futuro tale eventualità”; c) sulla puntuale richiesta di sottoporre il progetto in esame alle procedure di valutazione di impatto ambientale, viene dichiarato che il progetto di tutto il passante essendo “stato approvato nella sua interezza in data 14 marzo 1985” non deve quindi essere sottoposto a procedura di V.I.A., mentre é stato dimostrato come già la dichiarata “variante altimetrica” al progetto, approvata in linea tecnica nell”ottobre 2003, per le sue caratteristiche, doveva invece essere soggetta alle procedure di valutazione ambientale ai sensi della legislazione vigente in materia (l.r. 40/1998); d1) circa la mancata individuazione del responsabile del procedimento sul progetto, viene dichiarato che R.F.I. S.p.A. non é tenuta ad applicare le norme di cui all”art. 7 della legge 109/1994 e del D.P.R. 554/1999; d2) sulle lamentate e individuate carenze progettuali e documentali (progetto architettonico della nuova stazione, computi metrici estimativi), nonostante il progetto in esame fosse dichiarato come sviluppato a livello definitivo, é stato risposto che in realtà di tratta di “elaborati essenziali” e che “debbono essere ancora puntualizzati secondo quanto verrà definito in sede di Conferenza”; d3) sulle carenze riscontrate nel “cronoprogramma” dei lavori, é stato dichiarato che lo stesso deve essere attualizzato sulla base della nuova procedura; d4) circa la possibilità, dimostrata, di localizzare la nuova stazione in altro sito, al di fuori delle aree a parco, o di realizzare la stessa al di sotto del piano di campagna, dal rappresentante di R.F.I. S.p.A. non é stata fornita alcuna risposta plausibile in linea tecnica, ignorando lo stato dei luoghi delle alternative proposte e fornendo spiegazioni non sorrette da alcuna analisi oggettiva. Tali comportamenti assunti in CdS dimostrano l”assoluta inosservanza delle norme che regolano le procedure stabilite dalla legge 241/1990.

5. Gli atti di assenso, le deliberazioni degli Enti rappresentati in Conferenza dei Servizi e la determinazione conclusiva favorevole del procedimento. In data successiva alla seduta della CdS del 28 luglio 2006, sono stati approvati gli atti di assenso da parte degli Enti rappresentati in CdS. Il Presidente della CdS ha concluso il verbale della conferenza del 28 luglio 2006 in data 12 ottobre 2006, dopo aver acquisito le deliberazioni di assenso e di approvazione dei pareri degli Enti rappresentati in CdS. 5.1 La Regione Piemonte, con deliberazione della Giunta Regionale in data 11 settembre 2006 n. 4-3747, ha approvato il parere unico regionale: circa tale atto occorre focalizzare l”attenzione su due aspetti che ne minano alla radice l”efficacia. In primo luogo, la citata D.G.R. approva di “esprimere parere di compatibilità urbanistica limitatamente al progetto della nuova stazione di Torino Rebaudengo”: nonostante sia espressamente previsto dalle norme vigenti, non é stato acquisito alcun parere in linea urbanistica (ma solo una dichiarazione resa in merito agli aspetti connessi ai beni ambientali, peraltro estranei ai contenuti progettuali), e non é stato acquisito alcun effettivo accertamento di conformità urbanistica sul progetto (art. 25 legge 210/1985), mentre questa verifica doveva essere svolta preventivamente a qualsiasi altra valutazione; in secondo luogo, in modo sorprendente, viene dato atto “della volontà della Città di Torino, espressa con Deliberazione di Consiglio mecc N. 2006-05689/009, di redigere apposita variante urbanistica per rendere conforme il progetto della nuova stazione Torino Rebaudengo al P.R.G. vigente”, quando lo stesso atto era stato adottato solo dalla Giunta Comunale il 25 luglio 2006! E” pacifico che il citato atto, attribuito al Consiglio Comunale di Torino, non esplica alcuna efficacia, essendo stato approvato dallo stesso organo collegiale solamente in data 23 ottobre 2006; il dispositivo della citata D.G.R. prescrive, infine, “di richiedere che gli inerti indicati nel piano di reperibilità allegato al progetto, vengano reperiti presso cave autorizzate”, elemento che sembra estraneo alla sola localizzazione della nuova stazione; per tali attività è necessaria una apposita procedura di valutazione, elusa e non richiesta dalla D.G.R.: tale ultima disposizione della D.G.R. dimostra come tutta la procedura potesse riferirsi al progetto del passante quale “variante altimetrica” nella sua completezza (come sopra illustrata) e non alla sola localizzazione della nuova stazione Rebaudengo.
5.2 In data 16 ottobre 2006 il Presidente della CdS emana il provvedimento di determinazione conclusiva favorevole del procedimento (Decreto n. 1710/R.D.).
5.3 In realtà, il provvedimento conclusivo favorevole del 16 ottobre 2006 non é stato perfezionato, perché l”assenso fornito dal Comune di Torino sotto forma di deliberazione della Giunta Comunale del 25 luglio 2006 é inefficace. Il Comune di Torino, con deliberazione del Consiglio Comunale del 23 ottobre 2006, approvava la condivisione della localizzazione della nuova stazione, previa la futura adozione di una variante urbanistica che non contempla tra i suoi contenuti “opere e aree ferroviarie” ma include la nuova stazione all”interno di una “Zona Urbana di Trasformazione”, che interessa oltre 52.000 mq di aree a parco e che prevede attività e destinazioni d”uso estranee all”esercizio ferroviario. Tale variante, alla data attuale, non è ancora stata neppure presentata e deve ancora iniziare il suo iter approvativo. Pertanto la Conferenza dei Servizi non poteva concludere i suoi lavori nella data del 16 ottobre 2006.

6. Conclusioni. Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene che la procedura seguita per giungere alla determinazione conclusiva favorevole del procedimento avviato il 17 maggio 2006 sia viziata da gravi motivi di illegittimità. Per le ragioni come sopra esposte si richiede di adottare tutti gli atti e provvedimenti necessari all”annullamento degli atti approvati con il Decreto n. 1710/R.D. del 16 ottobre 2006 e sottoscritto dal Presidente della CdS arch. Maurizio Vitelli. Inoltre, si richiede che l”approvazione della richiamata “variante altimetrica” al progetto complessivo del passante ferroviario del nodo di Torino sia ricondotta alla procedura di cui all”art. 81 del D.P.R. 616/77, previo ricorso alle procedure di valutazione di impatto ambientale; conseguentemente, che sia sospesa ogni determinazione in merito alla localizzazione della nuova stazione Rebaudengo. Ai fini della presente, ogni comunicazione potrà essere inviata al seguente indirizzo: Pro Natura Torino Onlus, via Pastrengo 13, 10128 Torino Tel. 011.5096618, fax 011.503155, e-mail: pronto@arpnet.it. Con osservanza. Distinti saluti.

ITALIA NOSTRA Consiglio Interregionale Piemonte – Valle d’Aosta Maria Teresa ROLI – LEGAMBIENTE Circolo Ecopolis Eva BIGINELLI – PRO NATURA Torino ONLUS Emilio DELMASTRO – COMITATO PER LA DIFESA DEL PARCO SEMPIONE Ezio BOERO

Torino, lì 2 marzo 2007

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