Relazione sintetica sugli impatti ambientali derivati dalla costruzione della Stazione Rebaudengo

Pubblicato: 13 giugno 2006 in News

L’ultimo lotto dei lavori per il Passante Ferroviario di Torino prevede il sotto attraversamento del Fiume Dora, l’interramento della sede dei binari sino alla futura stazione Rebaudengo (sopra il quale verrà costruito un nuovo asse viario) e la riconnessione alla linea esistente in prossimità del sovrappasso di corso Grosseto all’altezza della strada per l’Aeroporto di Caselle. La perdita di centralità dell’attuale stazione di Torino Dora in questo nuovo assetto del sistema della mobilità ferroviaria nella prima periferia nord della città, con la conseguente necessità di ripensare l’attestamento della linea ferroviaria Torino-Ceres, ha spinto Il Comune di Torino, RFI e Regione Piemonte a ipotizzare la costruzione di una nuova stazione ferroviaria. In questo quadro la delibera della Giunta Comunale di Torino del 2003, e in particolare gli elaborati allegati, prevedono la costruzione della cosiddetta stazione Rebaudengo. Tale stazione verrà collocata all’interno del sedime dell’area verde comunemente denominata Parco Sempione (area ad ovest del fascio di binari ferroviari e sita all’altezza del plesso sportivo a nord dei cosiddetti Docks Torino Dora). L’area verde in oggetto si estendeva per più di sette ettari e ospitava esemplari arborei di notevoli dimensioni e in quantità tale da rappresentare a tutti gli effetti un fattore di mitigazione dell’inquinamento atmosferico (si veda in particolare il documento scientifico “Il verde urbano come strumento di controllo ambientale degli spazi antropizzati” di Antonella Bellomo pubblicato sul sito internet ufficiale del Comune di Torino all’indirizzo http://www.comune.torino.it/verdepubblico/patriverde/presentazione/importanza.htm). Altresì le due aree ad est e ad ovest dei binari venivano percepite come “un contesto omogeneo” (agevolmente connesse tramite pratiche passerelle atte a sovrappassare la sede ferroviaria) ad uso delle popolazioni dei quartieri di Borgo Vittoria e Barriera di Milano. Da quanto desumibile dagli allegati tecnici alla già citata Delibera Comunale del 2003 la stazione ferroviaria in oggetto avrà un importante impatto ambientale. In particolare verranno create due differenti “criticità” ambientali:

  • dal punto di vista della consistenza quantitativa e qualitativa dell’area verde, con le relative conseguenze in termini di rischi per la salute pubblica;
  • dal punto di vista dell’impatto visivo e dell’accessibilità dell’area;

 

L’interramento della linea ferroviaria, la costruzione della Stazione Rebaudengo e la connessione con la linea esistente intaccheranno la funzionalità ambientale dell’area verde. La consistenza quantitativa e qualitativa dell’area verde verrà irreparabilmente danneggiata in quanto sono previsti da progetto circa tre ettari di locali interrati o diversamente cementificati (sui sette totali del parco!) sopra i quali non sarà possibile far sviluppare una adeguata vegetazione con la conseguenza diretta della diminuzione a poco meno di metà dell’attuale potere di mitigazione dell’inquinamento atmosferico ad oggi posseduto dall’area verde in oggetto. Il dislivello complessivo tra il solaio di copertura del locale interrato della futura Stazione Rebaudengo e il livello dell’impalcato dell’attuale Corso Grosseto sarà di circa cinque metri. Tale dato altimetrico comporterà la costruzione di una sorta di tunnel inclinato emergente con un’altezza massima di circa otto metri. Un’opera di siffatte dimensioni appare difficilmente occultabile soprattutto date le ridotte superfici laterali adiacenti a disposizione: ad ovest sarà necessario creare una sorta di pendio artificiale molto inclinato, e difficilmente accessibile e fruibile, mentre ad est tale opzione non sarà praticabile e sicuramente il paesaggio verrà connotato da un “muraglione” in calcestruzzo armato con una altezza massima di otto metri. E’ possibile quindi concludere che i lavori per la costruzione della Stazione Rebaudengo comporteranno per il Parco Sempione:

  • una riduzione della superficie a verde di qualità (danno ambientale in termini di qualità dell’aria);
  • difficoltà notevoli per la fruizione da parte della popolazione (danno ambientale in termini di fruizione di uno spazio gratuito per il tempo libero);
  • un enorme impatto paesaggistico complessivo, ma soprattutto per quanto riguarda il fronte ad est della sede ferroviaria (danno ambientale in termini di impatto visivo).

 

Torino 6 giugno 2006

    Giuseppe Pollichino.
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