UN GRANDE CANTIERE IN CORSO GROSSETO

Scarica il volantino

Sulla base delle dichiarazioni di fine luglio dell’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, della delibera della Giunta Comunale di Torino del 19 giugno 2012, e degli annunci dell’Assessore alla Mobilità del Comune di Torino, sembra che si stia andando a breve scadenza verso l’approvazione del Progetto Definitivo dell’interramento della linea Ferroviaria Torino-Ceres sotto la direttrice di corso Grosseto, per un tratto di 2.700 metri. Dovrebbero poi seguire il Progetto Esecutivo e le gare di appalto affidate alla Società di Committenza Regionale, e si parla di un avvio dei lavori tra pochi mesi. L’opera viene anche annunciata come una priorità, in relazione con i collegamenti per l’Alta Velocità Torino-Lione (TAV).

Il costo previsto è di 162 milioni di Euro (previsione di alcuni anni or sono, destinata certo ad aumentare); durata dei lavori almeno 3 anni, che magari si dilateranno ad almeno 5 per le sistemazioni di superficie e i soliti ritardi. Il tutto con uno scavo a cielo aperto, aprendo una grande trincea come quella del Passante Ferroviario che sta ancora mostrando dopo tanti anni le sue ferite in Barriera di Milano e in Borgo Vittoria. Saranno anni di disagi per la viabilità, per le attività economiche e per cittadini di tutto il quartiere, i lavori inoltre, comporteranno notevoli impatti sull’alberata di corso Grosseto, ed è ancora del tutto incerta la definizione del futuro di largo Grosseto, uno dei nodi viabili più critici della Città, dove è previsto l’abbattimento del cavalcavia ed il Comune dichiara di non avere i soldi per un sottopasso sostitutivo. Questo progetto, risalente al 2008, non è mai stato portato alla conoscenza dei cittadini ed è stato escluso da una Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), malgrado le nostre richieste.

Si pongono alcuni grandi interrogativi:

Quest’opera serve davvero? Sono soldi ben spesi in un’epoca di scarsità di risorse? Quanti anni passeranno prima che tale collegamento sia completato?
Perché non sono state valutate le soluzioni alternative da più parti proposte per consentire l’interscambio tra il passante ferroviario e la Torino-Ceres?

Quale sarà la futura sistemazione dell’asse di corso Grosseto dopo gli interminabili lavori che si annunziano? Chi ripianterà l’alberata? Chi sistemerà la parte Ovest del parco Sempione, l’unica grande zona (un tempo) verde di Borgo Vittoria ora occupata dall’impianto di betonaggio per i lavori del Passante e dai lavori per la futura stazione Rebaudengo? Come si riorganizzerà il grande nodo stradale di largo Grosseto, comprese le linee tramviarie?

E’ questa davvero la priorità per far sì che il Servizio Ferroviario Metropolitano e le sue stazioni entrino davvero in funzione nel 2013?

Stando sempre alle dichiarazioni ufficiali, non ci sono risorse per le sistemazioni della fermata Dora, della Stazione Zappata, e la stessa Stazione Rebaudengo è ancora un cantiere. Non esistono neppure risorse per il materiale rotabile di cui il Servizio Ferroviario dovrebbe essere dotato, mentre l’Assessore Regionale ai Trasporti propone di ricavarle dalla soppressione di diverse linee del Trasporto Pubblico Locale.

Su tutti questi aspetti, sui grandi disagi che si annunciano e sulle possibili alternative, i cittadini delle Circoscrizioni 5 e 6 hanno il diritto di essere informati e coinvolti e le Amministrazioni hanno il dovere di farlo pubblicamente.

Segreteria presso: Pro Natura Torino: Via Pastrengo 13 – 10128 Torino Tel. 011/5096618 – Fax 011/503155 – e-mail: torino@pro-natura.it

Annunci

TUTTE LE STRADE PORTANO A REBAUDENGO

Pubblicato: 1 marzo 2012 in News

Quando nel 2005 Ferrovie e Comune di Torino decisero di cementificare una buona parte del Parco Sempione (lato ovest), il Comitato di cittadini sorto a difesa del Parco spiegò ampiamente quali conseguenze avrebbero avuto quelle opere, sul quartiere e sulle finanze pubbliche. Conseguenze che apparivano già allora più negative di quanto dichiaravano “gli sponsor del cantiere nel parco”, Assessori comunali e quinta Circoscrizione, a giustificazione della consistente distruzione dell’unica grande area verde di Borgo Vittoria.

Basta rileggere le variegate promesse spese dalle Istituzioni, anche solo quelle degli ultimi mesi, per rendersi conto di quante parole corrano nel vento sulle grandi opere e quanti soldi il contribuente ha dovuto e dovrà spendere per risolvere il problema originario, nato dalla decisione d’interrompere la connessione della linea GTT per Ceres con quella ferroviaria statale per Milano, connessione che storicamente avveniva alla stazione Dora. Problema nato come conseguenza della variante urbanistica che ha portato i binari del treno delle Ferrovie dello Stato 20 metri sottoterra, ha demolito la storica stazione Dora (proprio in concomitanza con le ricorrenze del 150enario d’Italia che l’avevano vista protagonista) ed ha fatto emergere dalla “buona terra” del parco Sempione una nuova stazione, la Rebaudengo.

I COSTI DEI CANTIERI

Per il tunnel di 2 chilometri sotto corso Grosseto, da Parco Sempione a largo Grosseto, sono ipotizzati 300 milioni di euro (inizialmente erano 180), per la linea tranviaria di superficie da stazione (declassata a fermata) Dora a Porta Susa (anticipatrice dell’inserimento della Ceres nel passante ferroviario) non si sa quanti milioni, per il tratto della linea 2 della metropolitana da stazione Rebaudengo all’ospedale san Giovanni Bosco, 111 milioni, più le spese per le sistemazioni di superficie (il cosiddetto parco lineare, che dovrebbe collegare quello che resta del parco Sempione col parco Colletta, affiancato da due belle cortine di nuovi edifici).

Nel mentre, però, non ci sono nemmeno i 26 milioni che dovrebbero servire al Comune per terminare le opere di superficie di corso Principe Oddone e realizzare la sbandierata “porta Nord di Torino”, quel boulevard urbano che dovrebbe trionfalmente ricucire quartieri storicamente separati dalla linea ferroviaria per Milano. Il Comune cerca infatti di sbolognare alle Ferrovie l’impegno che s’era preso di realizzare il boulevard; in cambio darebbe loro, in virtù di consolidati e amicali rapporti, un altro po’ di diritti edificatori: operazioni immobiliari da realizzare in aree ferroviarie dismesse, che s’aggiungono a quelle già previste, anche attorno al parco Sempione (le torri di Spina 4, che dovrebbero spuntare  non lontano dalla stazione Rebaudengo).

Occorre ricordare che i lavori del Passante ferroviario, dagli anni Ottanta ad oggi, sono già costati 1,7 miliardi di Euro, escluse le sistemazioni superficiali a carico della Città, di cui non è nota una valutazione di costi (e nemmeno si fa molto per recuperare soldi ad hoc: il PRIN Gondrand, della non lontana via Cigna, è stato approvato dal Comune senza nemmeno chiedere ai futuri costruttori di destinare una parte degli oneri d’urbanizzazione alla sistemazione superficiale del viale del Passante).

I TEMPI DI REALIZZAZIONE

Slittano sempre più in avanti.

La copertura del Passante lungo il martoriato corso Principe Oddone, che doveva essere conclusa nel 2011, lo sarà forse nel marzo 2013; il vagheggiato tram di superficie realizzato in ulteriori tre anni; il tunnel ferroviario sotterraneo di corso Grosseto, che doveva partire entro il 2011 e durare 3 anni di lavori, non è ancora sicuramente finanziato; la stazione chiamata Rebaudengo (probabilmente all’inizio del tutto doveva essere vicina alla piazza da cui prende il nome). poi ridenominata Rebaudengo – Fossata (per ricordare la storica cascina morente d’incuria), entro il 2012.

A proposito della cascina Fossata, sgomberata ogni tanto da abusivi e infestata da topi, fu il Comune a non volerla espropriare vent’anni fa, quando ne era evidente il primo disfacimento e l’abbandono proprietario, ed è stata la Soprintendenza, recentemente, a ridurne la tutela ai muri resistenti, mano a mano che ne cade qualche pezzo. Fanno un po’ sorridere i progetti di “albergo sociale” di cui si legge su La Stampa: s’aggiungono mestamente alle tante promesse e idee di riutilizzo, anche quelle partorite dai bambini della vicina scuola elementare, oggi presumiamo divenuti studenti universitari. Se un qualche progetto di riuso dovesse procedere, saranno in primis le attività commerciali di cui la Cascina sarà riempita, trasformando un edificio di grande valore storico in una galleria commerciale (un po’ come le Officine Savigliano di corso Mortara, riempite di loft, supermercato e negozi).

PASSANTE CHE NON PASSA

E a proposito di corso Principe Oddone, per i residenti la vita si è rovinata ed esasperata nei quasi 10 anni di cantieri sotto le loro finestre, e non c’è nemmeno più la speranza di una repentina conclusione dei lavori che produca il favoleggiato boulevard (che, solo sentire la parola francese, ci si commuove).

In compenso la stazione in acciaio e vetro in mezzo al Parco Sempione (qualcuno scrive “attorniata da un parco”, dimenticando che un bel pezzo di parco è rimasto sotto le sue strutture di cemento) avrà internamente un bel colore giallo ed è descritta come il vero e proprio centro del mondo: il crocevia di tutte e 5 le linee del sistema ferroviario metropolitano ed anche della futura (futuribile?) linea 2 della metropolitana che dovrebbe giungere a Mirafiori.

Peccato che i lavori della nuova stazione siano bloccati per mancanza di fondi e si levi al cielo solo lo scheletro metallico sotto il quale s’ipotizza di far emergere i futuri passeggeri. I quali non potranno beneficiare dei servizi da installare nello stabile viaggiatori, e nemmeno degli onnipresenti previsti locali commerciali. In compenso, frequenteranno “la prima stazione multiservizio di Torino”, qualunque cosa ciò voglia dire.

Sarebbe ora che i cittadini possano contare nelle decisioni e contare quanti soldi esse comportino!

p.s.: costi e tempi dei cantieri sono tratti dai giornali cittadini

COORDINAMENTO delle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Ecopolis, Pro Natura Torino unitamente a Coordinamento dei Comitati spontanei di quartiere “Domenico Sereno Regis” Al Sig. Sindaco della Città di Torino dott. Sergio Chiamparino Palazzo Civico Piazza Palazzo di Città 1 10122 Torino OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE 200 AL PIANO REGOLATORE GENERALE DELLA CITTA’ DI TORINO (sottolineature e grassettature a cura del sito del Comitato Difesa Parco Sempione) Le sottoscritte Associazioni, presa visione della Deliberazione del Consiglio Comunale di Torino del 15 giugno 2009, costituente approvazione del Documento Programmatico della variante strutturale n. 200 al PRG vigente relativa alla “linea 2 della Metropolitana e Quadrante Nord-Est di Torino”, e del Documento Programmatico di detta variante, ai sensi della L.R. 1/2007, con i relativi allegati, pubblicati sul sito web della Città di Torino, formulano le seguenti Osservazioni nel pubblico interesse. Leggi il seguito di questo post »

Lettera delle associazioni ambientaliste

Pubblicato: 22 maggio 2009 in News

COORDINAMENTO delle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Ecopolis, Pro Natura Torino Al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri del Comune di Torino p.c.Organi d’informazione 11 maggio 2009 Lettera aperta ai Consiglieri Comunali e ai principali organi di informazione sulla Variante 200 al Piano Regolatore Generale. Leggi il seguito di questo post »

LA VARIANTE 200 AL PIANO REGOLATORE: C’ENTRA POCO LA MOBILITA’ DELLE PERSONE, CONTANO MOLTO GLI IMMOBILI DA COSTRUIRCI SUL PERCORSO.

Siamo dunque arrivati alla duecentesima variante al Piano Regolatore della Città. Approvata dalla Giunta Comunale il 30 dicembre 2008, deve ancora passare in Consiglio Comunale. Potrebbe servire a dare il via ad una serie di anticipazioni che porterebbero nuovi danni ambientali e sprechi di risorse pubbliche, al puro scopo di stimolare gli “appetiti” immobiliari. E questo senza che si sappia chi abbia realmente preso le decisioni. La variante 200, che prende spunto dal documento “Indirizzi di politica urbanistica” elaborato nel marzo 2008 dall’Assessorato all’Urbanistica e mai passato alla discussione in Consiglio Comunale, riguarda la trasformazione dello Scalo Vanchiglia e la costruzione della linea 2 della Metropolitana con un primo lotto dei lavori fino alla Stazione Rebaudengo/Fossata. Stazione dentro il Parco Sempione, dov’è attualmente sistemato il cantiere del Passante ferroviario, e dove si connetterebbero il Passante stesso e la Torino-Ceres, quest’ultima con nuovo tracciato interrato sotto corso Grosseto. Leggi il seguito di questo post »

Partecipa, dacci una mano!

Pubblicato: 27 aprile 2009 in News

Il comitato Difesa Parco Sempione non opera più, ma i problemi di difesa del Parco restano: le nostre previsioni si stanno avverando e sta per materializzarsi il progetto di fare una stazione ancora più grande dentro il Parco, collegata anche alla linea per Ceres che passerebbe sotto corso Grosseto, e attorno alla stazione una grande area parcheggi.
Del parco alla (lontana) fine dei lavori resterà ben poco. Ma il parco è di tutti e tutti dovrebbero difenderlo! Per contattare le persone che facevano parte del comitato e dire la propria opinione, potete scrivere a: difesasempione@yahoo.it

Centro commerciale Cascina Fossata

Pubblicato: 9 aprile 2009 in News

La cascina Fossata tra via Ala di Stura e via Randaccio ha un grande valore storico. Da molti anni è abbandonata e nel tempo si sono succedute varie iniziative per recuperarla ad usi pubblici. Ad esempio, i bambini della scuola di via Randaccio avevano adottato il monumento e fatto proposte di riutilizzo, e un Comitato di cittadini alcuni anni fa era vissuto il tempo di scontrarsi con la non volontà comunale di espropriare l’area, visto il prolungato assenteismo della proprietà e i pericoli che rappresentava per l’igiene e per la sicurezza. Nel 2001 la cascina era stata stralciata dal progetto di Spina 4 ed integrata nel “progetto periferie” come area destinata a servizi, con forme di progettazione partecipata da parte dei cittadini. Leggi il seguito di questo post »